High School Program: Inbound > Il Programma dell'Ospitalità è un'Emozione Senza Fine
Accogliere un Exchange Student nella propria famiglia significa aprire le porte del proprio mondo di affetti ad un adolescente che non si conosce, se non attraverso qualche lettera, foto e telefonate.
Non è un amico del proprio figlio, non è un ospite che rimane pochi giorni o un weekend, non è una conoscenza o il figlio di amici di vecchia data: è un estraneo, per di più di un altro Paese di cui spesso si hanno informazioni sommarie e superficiali.
Dunque ospitare è prima di tutto un atto di grande generosità e di amore, che nasce dal desiderio di portarsi in casa un ragazzo che viene in Italia per conoscere il nostro Paese, per imparare l’Italiano, per frequentare una scuola superiore come un teenager italiano, per mettersi in gioco e dimostrare a se stesso di sapersela cavare da solo e diventare autonomo.
Esattamente come succede per un ragazzo italiano che va all’estero per studiare in una scuola superiore: questo è un programma speculare.
Tuttavia ospitare un Exchange Student richiede anche coraggio, pazienza e impegno per accompagnarlo nel percorso di adattamento e di crescita, che non è sempre facile.
Ci vuole comprensione, bisogna mettersi nei suoi panni e capire il suo punto di vista, le sue reazioni alla routine familiare che può non accettare tout court, alle regole espresse che non rispetta o spesso inespresse perché vengono date per scontate, ritenute ovvie ma che lui non condivide o non capisce, e non riesce a spiegarsi. Non va dimenticato che la sua conoscenza linguistica è spesso carente o insufficiente alla comprensione reciproca.
Spesso accade che uno dei momenti più forti ricordati dallo studente al suo rientro è il primo giorno, l’arrivo e l’incontro con la famiglia ospitante, quando purtroppo capisce poco la lingua e la famiglia gli parla e spiega tante cose e in quell’euforia generale lui piomba in uno stato di grande confusione, smarrimento e paura. Tutto è nuovo e diverso e ciò che è diverso non è comprensibile e condivisibile da subito. Ci vuole tempo, pazienza e chiarezza nei rapporti.
Da parte della famiglia ci vuole molta flessibilità, voglia di confrontarsi, parlare di sé, della propria cultura e delle abitudini e non ultimo ascoltare il vissuto che ogni Exchange Student porta con sé. E’ importante riconoscere le diversità per stabilire che cosa si può accettare e a cosa lo studente deve adeguarsi.
Bisogna usare chiarezza fin dall’inizio senza timore di ferire gli animi e stabilire le regole familiari.
C’è una ricompensa a tutto questo impegno: l’affetto che un Exchange Student matura per la sua famiglia, riconoscenza che dura una vita; tanti ricordi di vita quotidiana e tante emozioni che non finiscono al suo rientro in patria.

COSA FARE PER DIVENTARE UNA FAMIGLIA OSPITANTE

Una famiglia non viene scelta per ospitare un ragazzo, ma è la famiglia che si propone! Come primo passo va compilata la scheda di presentazione, a cui fa seguito un colloquio con visita da parte dell’Arearep per conoscersi e confrontarsi sul programma. A questo punto si entra nella Banca Dati delle famiglie ospitanti e si verrà interpellati all’arrivo del Dossier di un Exchange Student. Nel caso in cui si concretizzi l’incontro tra famiglia e studente, alla famiglia ospitante viene chiesto di partecipare ad un incontro di orientamento con altre famiglie ospitanti per prepararsi ad accogliere lo studente con più tranquillità. Durante il periodo del soggiorno l’Arearep mantiene un contatto attivo per assistere al meglio la famiglia in ogni difficoltà. L’Arearep è supportata dallo Staff di Navigando: la famiglia non è sola a gestire questa magnifica avventura.
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