High School Program: Inbound > Le Testimonianze degli Studenti Stranieri in Italia
Scorrendo le testimonianze dei ragazzi che hanno vissuto sulla loro pelle l’esperienza dell’Exchange Program, ci si accorge che c’è un stesso filo conduttore: il desiderio di crescere, di sperimentarsi, di fare amicizie vere, di creare rapporti affettivi duraturi e di conoscere altre culture. Sono ragazzi soddisfatti di ciò che hanno vissuto, nonostante le difficoltà incontrate da cui hanno tratto la forza per continuare e godere i frutti del periodo più bello e intenso: quello dell’integrazione.
Per ognuno di loro è il periodo di cui hanno il ricordo più intenso ed emozionante.
MARIA JOSE
Argentina
Per me, essere stata una Exchange Student a Bergamo per un anno, ha fatto diventare tutta la mia vita una cosa completamente diversa a quella che avevo prima della esperienza. Ho dovuto imparare non solo la lingua, ma anche a vivere in un Paese totalmente diverso dal mio: frequentare una nuova scuola, con gente che non ti conosce, imparare ad essere la figlia della mia host family. Grazie al cielo, la mia famiglia è stata “migliore impossibile”... siamo andate tanto d’accordo, e mi hanno fatto sentire veramente in famiglia. Ho sentito solo un po’ all’inizio la lontananza dall’Argentina.
Pensavo, quando mi veniva nostalgia, che l’Argentina (la mia famiglia e amici) era là e nessuno me l’avrebbe portata via, mentre la mia vita adesso era in Italia, questa famiglia, questi amici, questa città.
Il rapporto con i miei amici italiani non era brutto, loro erano gentili e affettuosi, ma il problema era che io ero abituata in Argentina ad avere un gruppo veramente grande di amici, che conoscevo da quando ero al kindergarden, ero MOLTO unita a loro, ed ero abituata ad andare a ballare TUTTI i fine settimana, e anche ci radunavamo tantiiiiiiiiissimo nelle case... mentre in Italia non era così ... sono andata solo una volta a ballare con la mia sorella e poi quando mi trovavo con i miei amici, era solo per prendere il gelato o il caffè ... o andare a girare per la città, ma niente di più ... cioè, non era molto “profondo” il rapporto ... solo alla fine ho avuto tre amiche veramente “amiche”. Ma questa mancanza era colmata dai miei amici stranieri.
Mi sembra strano adesso, ma persone che non avevo frequentato nella mia vita, sono entrati nella mia vita, nel mio mondo. Avere vicino persone da tutti i posti del mondo mi è servito per rendermi conto, che anche se siamo tutti diversi, tutti possiamo capirci. Io penso che il mio scambio mi ha fatto diventare una persona tollerante e rispettosa, capire il valore di ciò che avevo avuto sempre in Argentina... sono diventata più affettuosa con la mia famiglia, con i miei amici, ma sopratutto mi ha fatto essere grata di ciò che ho, mi sento molto fortunata.
JOHN
Minnesota
Being an exchange student was fun as hell for me. Going to Italy my sophomore year of high school was great. I sometimes wished I’d gone when I was a few years older, but then again it might not have been as culturally significant if I’d been older. Going at 16 was good because I was open to stuff and being able to go to another country and make friends and live in an Italian family and just live like people from another country and culture has forever changed how I view the world and myself.
Most importantly I had a great time. Things with the families didn’t go great, but I’m glad I did it and it wouldn’t have been the same had I not lived with a family. This is one of the experiences that though I don’t think it was really hugely “life changing” like some people claim it was, but it definitely made me realize how big and awesome the world is.
I tell stories about when I was in Italy all the time and I think about my year there often. I’ve been to a lot of places and to Italy multiple times, but going as an Exchange Student and living like that is definitely the most unique and real way to go to another country and experience it. I was amazed by how easy it was to get along in Italy and by the end of the time I was so used to the culture and way of life that it was strange coming home. For me Italy is like a second home now. It definitely inspired me to want to travel and experience the world. There’s nothing like it.
And grazie per tutto. you’re the man (si rivolge all’arearep), e senza te non mi sarei divertito cosi tanto e non avrei avuto la stessa buona esperienza. You were a great friend and mi hai trattato come famiglia. You always had my back and mi hai aiutato mille volte con tutti i miei problemi. Thanks.
MARGA
Germania
Per me frequentare la scuola in Italia ha significato aprire gli occhi sul mondo e conoscermi come persona. E’ stata una esperienza bellissima, ma difficile. Ogni giorno mi chiedevo di fare delle cose che non avrei mai pensato di fare nella mia vita... ingegnarmi per sentirmi a mio agio in qualsiasi posto.
Ricordo sempre l’arrivo all’aeroporto di Bologna, tutte le famiglie aspettavano e la mia famiglia mi aveva preso e mi diceva delle cose che io non capivo.. Quando ricordo quel momento, rido, ma quando ero là avevo tanta paura... il primo giorno nella famiglia è il ricordo più forte di questo viaggio particolare...
Della scuola mi ricordo i miei compagni, di certi professori con cui avevo un buon rapporto e mi hanno insegnato tanto e si sono interessati di me... Con la famiglia sono stata bene, loro mi hanno dato tutto ciò che avevano. I nonni meravigliosi... una bella famiglia. L’inizio e la partenza sono stati i momenti più difficili... l’inizio perchè era tutto sconosciuto, tante paure, tante persone nuove... la partenza é stata anche più brutta perche ho dovuto lasciare tutto ciò che avevo costruito, tutte le amicizie che avevo fatto e i vincoli con la famiglia. Quando iniziavo a sentirmi pienamente bene, son dovuta andare via, per questo penso che fare l’esperienza per un anno sarebbe stato meglio.
CLEMENTINE
Francia
All’inizio, per me andare all’estero come Exchange Student era un’avventura.
Poi a Mantova da sola con gente che non conoscevo nemmeno, confrontarmi nelle differenze e a una nuova maniera di vivere, di pensare, di vedere la realtà, mi ha fatto riflettere su me stessa, ma sopratutto sul mondo e i nostri punti di riferimenti.
Da questa differenza, è nato il senso della tolleranza, quello che ti fa capire e conoscere l’altro e accettarlo per quello che è con la sua cultura, le sue tradizioni, le sue idee, magari opposte alle tue, e che te lo fa amare. A me è sempre piaciuto conoscere le differenze, studiare sociologia nonché antropologia perché, alla fine, non basta riconoscere le differenze tra popoli, ma è ancora più interessante ed intrigante saperne il perché!
Ho capito quanto condividere il quotidiano con altre persone e scambiare le rispettive idee poteva partecipare alla comprensione tra i popoli.
Penso che questa esperienza all’estero mi ha fatto realizzare quanto siamo tutti simili. Tornando dall’estero a casa (perché secondo me il rientro fa anche parte dell’esperienza), mi ha fatto aprire gli occhi sulla mia cultura, dover capire il perché delle cose quotidiane alle quali mi dovevo riadattare. Mi sono resa conto che i principi trasmessi dai miei genitori avevano “sofferto” durante questa esperienza... e avevo per la durata dell’anno costruito altri nuovi principi che ormai facevano parte di me, a casa, in Francia.
Ogni persona, a secondo della sua provenienza, possiede nella mente una forma che corrisponde alla sua rappresentazione del mondo. Questa forma rimane intatta se questa persona non si muove dal suo Paese. Man mano si gira il mondo, una persona integra nuove forme, altre realtà, per farle sue.
Essere Exchange Student è stata una delle cose più belle e coraggiose che ho fatto nella mia vita. Ne sono uscita un’altra persona, più indipendente anche emozionalmente, più rilassata, più felice, più fiduciosa e più matura. Adesso... è questa ricerca di altre forme che dà senso alla mia vita.
BRUNA
Brasile
La cosa più bella e importante dell’esperienza all’estero sono le persone che ho conosciuto. Non avevo mai pensato che gente proveniente da culture e luoghi diversi potesse trovarsi così bene insieme e mantenere dei legami così stretti, sebbene ora siamo geograficamente lontani. Inoltre ho imparato a vedere sempre il lato positivo di ogni esperienza per coglierne l’essenza, il valore vero.