High School Program: Inbound > Le Testimonianze delle Famiglie
AGGIUNGERE UN POSTO A TAVOLA RIEMPIE IL CUORE
Il coinvolgimento affettivo delle famiglie non è inferiore a quello dei ragazzi così come il piacere di raccontare e condividere le proprie esperienze. Se all’inizio l’accoglienza viene spesso concepita a beneficio del proprio figlio naturale, presto tutta la famiglia scopre di esserne coinvolta e l’esperienza piace e fa bene a tutti. La condivisione della propria quotidianità e intimità diventa un esercizio per imparare a conoscere e riconoscere punti di vista differenti, nel rispetto della cultura e degli stili di vita di ciascuno.
Confrontarsi con giovani di diversi Paesi è un’ottima occasione per mettersi in gioco come genitori, riscoprirsi attraverso gli occhi di un ragazzo di un’altra cultura e comprendere e superare gli stereotipi e pregiudizi tipici di ogni nazione.
LA FAMIGLIA FRIGERIO
ha accolto Areva
Abbiamo ospitato una ragazza thailandese per fare compagnia a nostra figlia e ci siamo accorti in breve tempo che tutti eravamo molto coinvolti. E’ stato un grande piacere scoprire che l’esperienza è servita anche a noi adulti.
Tante cose e tante persone incontriamo nel nostro cammino, alcune di queste finiscono nell’album dei ricordi, ma questa avventura continua tutt’oggi con un legame affettivo che si rafforza sempre più con colei che consideriamo nostra figlia, con la sua famiglia biologica, la sua terra così lontana geograficamente e culturalmente e sappiamo che è lo stesso per loro. Abbiamo costruito un ponte tra l’Italia e la Thainlandia attraverso le nostre relazioni.
Non vogliamo dilungarci elencando fatti quotidiani, scoperte, gioie, dispiaceri condivisi, ma sottolineare invece che con presunzione abbiamo intrapreso questa avventura pensando di insegnare ad Areva la nostra cultura e abbiamo finito per imparare a conoscere la sua.
LA FAMIGLIA DI MARIELLA
ha accolto Maria
La prima volta che la mia famiglia ha deciso di ospitare avevo 13 anni e a dire la verità mi sembrava un po’ strano avere una persona estranea in casa, sensazione che è passata presto! E’ bello avere in casa qualcuno che viene dall’altra parte del mondo e che consideri una sorella, come doloroso è separarsi dopo un anno perché lascia un vuoto incolmabile!
La mia famiglia ha ospitato molte volte, l’ultima un paio di anni fa!
L’esperienza più significativa per me è stata quando abbiamo ospitato una ragazza del Costa Rica, per me è tuttora una sorella vera! Io l’anno dopo sono andata a casa sua, un’emozione unica; per me la sua famiglia è diventata la mia! Dopo un paio di anni si è sposata, sono andata al suo matrimonio ed ero la testimone! Un giorno ho ricevuto una chiamata e mi sono sentita dire: “sai che fra un po’ diventerai zia?”. E’ stata un’altra emozione!
Non so come spiegarmi, certi legami nascono e diventano tanto forti che non si avverte più la differenza tra fratelli e genitori biologici e quelli acquisiti! La cosa più strana è che per me sono tutti fratelli e quando parlo di loro e dico che ho fratelli in tutto il mondo, la gente mi guarda un po’ stranita: come posso spiegare che ho un fratello in Australia, una sorella in Perù, una in Costa Rica, una in Thailandia, una in Norvegia, un fratello in Paraguay e un fratello e una sorella in Argentina?
E’ bello crescere con ragazzi che vengono da ogni parte del mondo perché ti arricchisce tanto e ti rende più aperti.
LA FAMIGLIA DI FRANCESCA
ha accolto Erika
La mia esperienza da sorella ospitante di Erika, americana del Maine, è andata molto bene. Io ero appena rientrata dalla mia esperienza all’estero e quindi capivo esattamente quello che lei stava vivendo. Farle da sorella maggiore è stato divertente … ho sempre voluto una sorella minore, e lei ne ha sempre voluta una maggiore. Ma in alcuni momenti è stato anche un po’ duro per me perché ero in una fase difficile nel mio rientro. I primi tempi inoltre non sono stati semplici perché lei non parlava italiano e io dovevo tradurre tutto, poi però nel giro di qualche mese lo ha imparato e da allora è stato tutto più semplice. Ricordo che in Erika ho sempre rivisto un po’ me stessa: timida, quasi un po’ spaventata, ma felice di vivere questa esperienza. Lei ha legato molto con tutta la famiglia, e ancora oggi ci sentiamo spesso; chiamava e chiama ancora i miei genitori “mamma e papà”, è assolutamente parte della famiglia, e si è integrata benissimo anche a scuola, tra le amicizie mie e di mio fratello. Ospitare Erika ha dato a me e alla mia famiglia la possibilità di conoscere una parte degli Stati Uniti che non conoscevamo, lei è del nord, io ho vissuto al sud.
Credo abbia aiutato molto i miei genitori e mio fratello a capire l’esperienza che io ho vissuto e in qualche modo ha completato la mia esperienza interculturale, dandomi la possibilità di capire come ci si sente a stare dall’altra parte. E mi ha fatto anche conoscere tanti altri studenti stranieri con cui ho legato tanto. E’ un qualcosa che rifarei sicuramente se avessi più tempo libero, perché ci vuole disponibilità e attenzione nei confronti dello studente, come è stato per me quando ero fuori. Alla fine è tutta una catena, ed è proprio questo il bello: sapere che ospitando farai vivere una bella esperienza ad un ragazzo/a che vive dall’altra parte del mondo, che a sua volta vorrà rendere speciale l’esperienza di un altro ancora e così via. E’ semplicemente meraviglioso.
LA FAMIGLIA BELLINI
ha accolto Solvay
Abbiamo ospitato una ragazza svizzera che si è integrata facilmente nella nostra famiglia e nella scuola che nostra figlia frequentava. Siamo stati così bene insieme che per noi è diventata la seconda figlia e siamo sempre in contatto anche dopo anni. Successivamente nostra figlia è andata negli Stati Uniti, nell’Ohio, per un anno, e ha vissuto un’esperienza meravigliosa. Ormai anche nostra figlia ha una mamma e una sorella americana e la cosa strana è che non siamo gelosi, ma proviamo molta gratitudine verso questa famiglia americana che ha dato una grande opportunità a nostra figlia.