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YFU Italia: la sintesi degli atti del convegno di dicembre a Milano

21/02/17

Si è svolto nella sede di Assolombarda a Milano il Convegno “Verso l’internazionalità dei sistemi scolastici” promosso dalla Fondazione YFU Italia, con il Patrocino dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, in collaborazione con Di.S.A.L. (dirigenti scuole autonome e libere) e il sostegno di Navigando Turismo e Cultura.

Venerdì 16 dicembre a Milano si è svolto il convegno “Verso l’internazionalità dei sistemi scolastici” promosso dalla Fondazione YFU Italia, con il Patrocino dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, in collaborazione con Di.S.A.L.(dirigenti scuole autonome e libere) e il sostegno di Navigando Turismo e Cultura

Il convegno “Verso l’internazionalità dei sistemi scolastici” ha visto alternarsi gli interventi di importanti ospiti istituzionali e rappresentanti del mondo scuola che, in veste di relatori, hanno esposto i loro punti di vista, i vantaggi e i next step necessari per l’internazionalizzazione dei sistemi scolastici del nostro Paese.

Le testimonianze

Giuseppe Colosio, ex Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e coordinatore dell’incontro

“L’incontro ha avuto come obiettivo quello di spiegare a tutti gli addetti ai lavori, alle famiglie e studenti i vantaggi che una trasformazione della scuola superiore con percorsi quadriennali porterebbe nella vita lavorativa ed accademica delle nuove leve”.

Delia Campanelli, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia

“In questo delicato momento politico, rimaniamo in attesa di avere presto aggiornamenti in merito all’importante tema della riforma scolastica. Il sistema scuola della Regione Lombardia rappresenta un modello eccellente in cui mondo industriale e mondo istruzione convivono e si sostengono reciprocamente, grazie all’alternanza scuola-lavoro e grazie alla sperimentazione quadriennale della scuola superiore che molti istituti presenti sul territorio lombardo stanno già mettendo in atto con ottimi risultati. Tali sperimentazioni portano innovazione all’interno di tutte le Istituzioni lombarde e mi auguro che tale possibilità possa essere presto allargata a tutte le altre realtà scolastiche lombarde che ho personalmente sostenuto presentando la loro candidatura al Ministero”.

Valentina Aprea, Assessore Istruzione Formazione e Lavoro di Regione Lombardia

“Dobbiamo continuare questa importante battaglia perché se non otterremo il via alla sperimentazione qui in Lombardia, difficilmente si potrà pensare a un’estensione della sperimentazione a livello nazionale. Tutti i ministri, da Berlinguer alla Gelmini, hanno dovuto affrontare questo tema e ciò dimostra il fatto che l’internazionalizzazione dei sistemi scolastici rappresenta la vera sfida da vincere per dare competitività alle nuove leve a livello globale. Una scuola legata al mondo del lavoro che prende il meglio della tradizione liceale italiana, ma sappia anche guardare con innovazione a contesti internazionali. La riduzione della durata del liceo e degli istituti professionali da 5 a 4 anni darà veramente la possibilità ai nostri giovani di potersi confrontare ad armi pari con i propri coetanei europei, acquisendo maggiori competenze in uscita e una maggiore apertura verso il mondo del lavoro e il mondo dell’università. È lo stesso mondo produttivo che richiede tale trasformazione: negli altri paesi a 20 anni si è già entrati a pieno titolo nel mondo del lavoro e a 30 si è all’apice della propria carriera lavorativa. Se gli imprenditori oggi ragionano su industria 4.0, intelligenze artificiali, mercato globale, se cambia l’organizzazione del lavoro, si può ancora pensare davvero che si possa mantenere la scuola come nel secolo scorso? Noi abbiamo la responsabilità di preparare la risorsa umana di oggi e di domani. Grazie al convegno di oggi abbiamo dato nuova spinta per la trasformazione del sistema scolastico lombardo e sono pronta a chiedere un incontro al Ministero per un ampliamento sostanziale e significativo della sperimentazione quadriennale a licei, istituti tecnici e professionali della nostra Regione affinché i nostri giovani possano fare un salto nel terzo millennio e nei sistemi del mondo del mercato del lavoro globale. Grazie all’alleanza win-win con il mondo delle imprese, Regione Lombardia è pronta per affrontare e vivere questa nuova sfida”.

On. Maria Chiara Carrozza, docente di Biorobotica alla Scuola Superiore S. Anna e deputato del Pd

“Da Ministro dell’Istruzione proposi la riduzione a quattro anni dei programmi di scuola secondaria di secondo grado, ma il progetto trovò barriere soprattutto di tipo sindacale. Penso che con una riduzione della durata bisognerebbe riuscire a mantenere inalterato il contenuto dei programmi. Il punto però è che un ciclo scolastico più lungo rispetto alle scuole di altri paesi penalizza in primo luogo i nostri giovani che arrivano a laurearsi più vecchi rispetto ai loro colleghi europei”.
L’obiettivo della riforma è quello di prevenire la fuga precoce dei migliori adolescenti dal nostro Paese e il ritardo dei giovani italiani ad entrare nella vita attiva rispetto ai coetanei stranieri: una scuola allineata alle migliori scuole internazionali, in continuità con il meglio della tradizione liceale e tecnica italiana, con due lingue veicolari, italiano ed inglese, una didattica fortemente personalizzata e centrata sul singolo alunno.
In merito alla riforma, due le preoccupazioni principali: l’impossibilità a condensare in quattro anni ciò che si deve studiare in cinque e il rischio che la riduzione della durata si traduca in una perdita di posti di lavoro del mondo scuola.

“La prima obiezione – ha continuato Colosio – si supera considerando che la riduzione di durata debba essere accompagnata da importanti cambiamenti metodologici e organizzativi della didattica e con lo spostamento del processo di insegnamento-apprendimento dalle nozioni alle competenze. Per la seconda si può affermare che l’impiego dei docenti è qualitativamente più intenso e più articolato, oltre che professionalmente più coinvolgente, quindi non diminuisce nemmeno quantitativamente”.

Federico Ghitti, Professore di Storia al Liceo Internazionale Guido Carli di Brescia

“Il sistema scolastico ordinamentale italiano, nonostante i grandi sforzi e le preziose iniziative degli ultimi dieci/vent’anni, fatica ad adattarsi con flessibilità e celerità ad un mondo che subisce continue accelerazioni e continui cambiamenti”.
Il Liceo Carli di Brescia, inaugurato nel 2012 e nato dalla volontà e dall’impegno dell’Associazione Industriale Bresciana, rappresenta un esempio virtuoso della nuova sperimentazione. Qui, materie come Storia, Filosofia, Chimica e Biologia sono insegnate in lingua inglese, con l’obiettivo di preparare gli studenti a percorsi di studi dal respiro internazionale. Alle ore in aula vengono alternati periodi di studio e stage all’estero, attività che, insieme ad uno staff docenti altamente qualificato, contribuiscono ad offrire un sistema-scuola innovativo e performante.

“Attraverso l’insegnamento in una lingua non propria – ha continuato il Prof. Ghitti – I giovani devono stimolare tutte le loro capacità cognitive, raggiungendo un livello di concentrazione e di attenzione molto alto”.

Il Collegio San Carlo di Milano

Altra significativa testimonianza è stata quella del Liceo Internazionale per l’Intercultura quadriennale del Collegio San Carlo di Milano, che nel 2015 e 2016 ha già attraversato con successo due sessioni di Esami di Stato: “Gli studenti – ha spiegato il Prof. Osvaldo Songini – hanno potuto frequentare le migliori università in Italia e all’estero, superando brillantemente test d’ingresso e applications molto selettive. Abbiamo affrontato con entusiasmo la sfida dell’innovazione, dell’interculturalità, dell’internazionalità, offrendo percorsi disciplinari in inglese tradizionalmente trascurati nei licei come economia, diritto, studi internazionali, letterature comparate.”
Il Collegio San Carlo, non ha solo ridotto gli anni da 5 a 4, ma ha messo in atto novità nei curricula disciplinari, nella didattica e nella valutazione, nella flessibilità organizzativa, nel lavoro di team tra docenti, garantendo rigore culturale e coinvolgimento appassionato degli alunni.
“Offriamo volentieri – ha concluso il Prof. Songini – questo patrimonio di esperienza al Sistema Paese perché possa contribuire alle riflessioni in atto sul rinnovo e il rilancio degli ordinamenti scolastici”.

Il Liceo Internazionale Quadriennale di Lucca in Toscana

Anche “Il Liceo Internazionale Quadriennale di Lucca – ha raccontato Anne Bourgeais, Headmaster dell’Istituto – è nato nel 2014 come progetto unico in Toscana con l’obiettivo di offrire agli studenti del territorio la possibilità di frequentare una scuola a vocazione internazionale, sia nel piano di studi, sia nel metodo utilizzato”.
Due percorsi di studi possibili, linguistico e scientifico, entrambi di 4 anni, al fine dei quali gli studenti possono avere accesso diretto a tutte le università italiane e internazionali o, in alternativa, al mondo del lavoro con un anno di vantaggio, proprio come avviene nella maggior parte dei paesi europei.
“In questi primi due anni di vita – ha continuato Bourgeais – il nostro Istituto può già vantare esclusivi riconoscimenti, a partire dall’inclusione nel progetto di cooperazione Italia-Cina in cui la scuola è stata chiamata dal Ministero, insieme a soltanto altri 10 istituti in tutta Italia”.
L’intervento di Nadia Cattaneo Preside dell’Istituto Tecnico Tosi di Busto Arsizio ha posto l’accento sull’esperienza di forte coinvolgimento degli studenti e delle famiglie.
“Io rappresento l’esperienza della scuola statale e di un istituto tecnico economico, quindi non di un liceo. Il motto “Radicati nel passato, proiettati nel futuro” è stato creato dagli studenti sei anni fa in occasione della celebrazione del nostro sessantesimo di scuola. Avevo chiesto ai ragazzi di proporre loro uno slogan e questo è stato quello che loro ci hanno dato, questo per dire che l’innovazione non è fungo che nasce dal niente e il contesto quindi della scuola è un contesto sicuramente importante, perché una sperimentazione di quattro anni come quella che noi stiamo vivendo non può essere innestata in un terreno che non sia già pronto, già preparato”.

Le proposte

Dopo le testimonianze due le proposte del Prof. Colosio su cui lavorare.

“La prima è di ricostituire l’unità della secondaria, trasformando la secondaria di I grado, che è tale solo di nome e che di fatto è un prolungamento della primaria, nel primo segmento della scuola secondaria. Lo scenario è di lavorare per una scuola secondaria organizzata sullo schema 3+4. Un lavoro legalmente, per i primi tre anni, già alla portata delle istituzioni scolastiche con percorsi verticali o che si organizzano in reti, ma anche un lavoro che dovrebbe essere oggetto di una lungimirante iniziativa politica legislativa.

La seconda proposta è di rilanciare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, ampliandone, con una minima variazione al DPR 275/1999, i margini per includere esplicitamente anche la flessibilità sui tempi e sulla durata. In tal modo l’adozione, ragionata e condivisa, della durata quadriennale, tra l’altro già presente nei licei italiani all’estero, rientrerebbe fra le facoltà delle scuole, riservando al ministero dell’istruzione i compiti di controllo e di verifica dei risultati.”

Roberta Tresso Presidente della Fondazione YFU Italia ha concluso:
“Con questo congresso la nostra realtà compie un primo importante gesto pubblico per diffondere nel mondo scolastico, tra i giovani e le famiglie, una rivoluzione culturale che permetterà di vivere esperienze formative di ampio respiro. Proprio come YFU Italia, la cui mission è promuovere la mobilità studentesca internazionale. La sperimentazione del quadriennio della scuola secondaria superiore è caratterizzata da due aspetti fondamentali: una salutare flessibilità dell’offerta didattica e un’apertura sistematica alla dimensione internazionale”.

 

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