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Racconti di viaggio

L’Australia di Arianna: sei mesi dopo

26/02/19

È andata alla grande! Ho avuto alti e bassi, le difficoltà ci sono state ovviamente, ma generalmente è stata un’esperienza magnifica. La famiglia ospitante è diventata una seconda famiglia, le loro abitudini le mie, la loro casa la mia, la stanza degli ospiti la stanza di Arianna!

Dalle aspettative pre-partenza alla consapevolezza di aver vissuto un’esperienza magnifica

Arianna sei mesi fa, prima di partire per trascorrere quattro mesi in Australia, precisamente a Sydney, ci aveva scritto una lettera carica di entusiasmo ma anche di aspettative e timori. Le emozioni che ogni exchange student si trova ad affrontare prima della fatidica partenza.

Curiosi di sapere come sono andati i quattro mesi a Sydney di Arianna ce lo siamo fatti raccontare proprio da lei.

Quattro mesi a Sydney: l’esperienza di Arianna è andata “alla grande!”

Ciao a tutti, sono Arianna e la scorsa estate sono partita per andare a vivere per quattro mesi e mezzo in Australia, precisamente ad Hunters Hill, un quartiere di Sydney dove ho frequentato l’Year 12 in un liceo femminile.

Australia: un’isola in mezzo all’oceano dall’altra parte del mondo, da sola, a parlare una lingua di cui sapevo giusto mezzo vocabolo.

È andata alla grande! Ho avuto alti e bassi, le difficoltà ci sono state ovviamente, ma generalmente è stata un’esperienza magnifica. La famiglia ospitante è diventata una seconda famiglia, le loro abitudini le mie, la loro casa la mia, la stanza degli ospiti la stanza di Arianna! Mi hanno fatto sentire a casa dal primo giorno. Avevo una sorella due anni più grande di me con cui ho legato molto. Amavamo farci le sorprese: al suo primo esame all’università le ho preparato la colazione, il mio ultimo giorno di scuola me l’ha preparata lei. Andavamo a surfare insieme, cantando le nostre canzoni preferite in macchina, discutendo di problemi ambientali e differenze culturali. Se un cartello sembrava indicare una spiaggia interessante giravamo e percorrevamo quella strada. Niente GPS, niente programmi… tutto spontaneo. È così che quest’esperienza deve essere: spontanea!

Quattro mesi sono abbastanza per creare rapporti che non si spezzeranno mai, fare esperienze uniche, cambiare e crescere

Alla partenza avevo in programma di imparare l’inglese perfettamente ma ora al ritorno ho capito quanto quel piano fosse paradossale. In quattro mesi e mezzo è difficile imparare una lingua fluentemente, soprattutto dal livello da cui partivo, ma quattro mesi e mezzo sono abbastanza per creare rapporti che non si spezzeranno mai, fare esperienze uniche, cambiare e crescere.

Entrare in contatto con nuove realtà ogni giorno mi ha aperto la mente e sono cresciuta, ogni giorno un po’ di più. Trovarsi a vivere con sconosciuti mi ha insegnato a essere più consapevole di me stessa e delle mie capacità. La timidezza e la paura di non essere abbastanza si sono volatilizzate.

Ovviamente consiglio quest’esperienza a chiunque. Navigando mi ha permesso di trascorrere questi quattro mesi a Sydney con una famiglia perfetta in un posto perfetto con persone perfette.

Il consiglio che vorrei dare a chi sta per partire? Partite con l’entusiasmo a mille, senza troppi programmi, e dite sempre di sì a ogni cosa che vi viene proposta. Buttatevi in ogni avventura, in ogni sfida… Vi stupirete di voi stessi e vi amerete ancora di più!

Grazie Navigando!

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